Toscana - Prato - Vernio
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Alcuni cenni sul comune di Vernio
Vernio è un comune italiano sparso di 6.084 abitanti, il più settentrionale della provincia di Prato. È situato presso la grande curva del fiume Bisenzio, e comprende le valli del Torrente Fiumenta, del Carigiola (entrambi affluenti del Bisenzio) e la parte iniziale della valle del Setta, affluente del Reno. Il territorio comunale è attraversato perciò dallo spartiacque appenninico. Nel territorio comunale si trova, immediatamente a nord della stazione, l'imbocco meridionale della Grande Galleria dell'Appennino posta sulla linea ferroviaria Bologna-Firenze.
Storia
Il territorio presso il fiume ospitava un accampamento invernale romano (castra hiberna, da cui deriva il nome di Vernio). Di questo periodo era testimone un ponte romano nell'abitato di Mercatale, distrutto durante la seconda guerra mondiale. Nel XII secolo il feudo di Vernio passò in eredità dai Cadolingi ai conti Alberti di Prato, che qui vi si ritirarono dopo il 1107. Passata nel XIII secolo ai Bardi, la contea rimase indipendente fino al 1798, quando venne abolita da Napoleone. Dopo il Congresso di Vienna passò sotto il Granducato di Toscana. Prerogativa della Contea di Vernio, una volta passata sotto il dominio dei Conti Bardi è stata l'autonomia amministrativa rispetto a Firenze in quanto le tasse venivano pagate direttamente all'Imperatore a Vienna, questa autonomia è decaduta soltanto con l'Unità d'Italia. Zona di brigantaggio e contrabbando in quanto confinava a nord con lo Stato Pontificio, ha subito scorribande e saccheggi da eserciti stranieri. Famosa è rimasta l'invasione spagnola del 1512, che provocò una grande carestia a causa della quale i Conti Bardi distribuirono alla popolazione stremata dalla fame farina di castagne, stoccafisso, baccalà e aringhe. Da qui è nata la "Società della Miseria" che rievoca ogni anno questo avvenimento la cui ricorrenza era il mercoledì delle ceneri, da qualche anno spostata alla prima domenica di Quaresima.
Famoso personaggio di Vernio è Vitale da Rimochi, soprannominato il "Diavolo di Rimondeto", sospesa tra realtà e leggenda, la sua storia parla della difesa di una coppia di giovani sposi costretti dal Conte all'osservanza dello Ius primae noctis finita con l'uccisione del Conte e la fuga a Roma del Diavolo di Rimondeto al servizio dell'antipapa. Si dice sia morto da vecchio nella Badia di Montepiano dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita come fra Pietro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
- Chiesa di San Pietro a Cavarzano, restaurata nel corso dell'anno 2006/2007, facente parte della diocesi di Prato
- Pieve di S. Bartolomeo a Costozze, recentemente restaurata, da dove si gode di un'ottima vista su tutta la vallata, immersa nel verde dei boschi toscani.
- Chiesa di San Martino a Luciana
- Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Mercatale
- Badia di Santa Maria a Montepiano
- chiesa di Santa Maria a Montepiano
- Santuario di Sant'Antonio Maria Pucci nella frazione di Poggiole, curato di Viareggio e patrono della Valbisenzio, nato proprio in questo paese.
- Oratorio di San Niccolò, del XVII secolo e fu fatto costruire dai conti Bardi
- Chiesa di San Leonardo e San Quirico
- Pieve dei santi Ippolito e Cassiano a Sant'Ippolito pur citata in un documento del 998, l'attuale struttura risale XIII secolo, in pietra arenaria locale (un tipo di arenaria con impurità, detta pietra Bigia, di colore grigio-ocra), ha subito vari interventi successivi. Imponente il campanile, che domina la valle sottostante. Al parroco del paese è affidata inoltre la custodia della chiesa di San Michele a Montecuccoli, che sorge nel territorio comunale di Barberino del Mugello sui monti che fronteggiano il paese dalla parte opposta del fiume Bisenzio.
- Il settecentesco Oratorio del Santissimo Sacramento, che sorge sulla piazza della pieve a Sant'Ippolito, ospita la Biblioteca Popolare Francesco Petrarca, fondata da Ferdinando Ricci (sulla piazza di fronte alla chiesa sorge un piccolo monumento in suo ricordo). La stessa biblioteca ospita al suo interno gestendola, la biblioteca comunale.
- Chiesa di San Michele Arcangelo a Sasseta
Architetture civili
Mulin de' Fossi
Mulin de' Fossi 01
Il Mulin de' Fossi, è un mulino idraulico costruito nel 1885 da Pietro Cecconi; appartiene ancora ai suoi discendenti, fu ristrutturato nel 1935 ed è tuttora in attività. È situato nel Comune di Vernio lungo la SRT 325, tra la frazione di San Quirico e Sasseta. È alimentato con l'acqua del torrente Fiumenta che confluisce in un bottaccio. Gli alberi di trasmissione e i ritrecini furono realizzati da Elio Tarocchi e il mulino, ancora oggi, mantiene la sua antica predisposizione con quattro macine in pietra, la più antica delle quali fu realizzata 120 anni fa.
Il Palazzo comunale invece, del XVII secolo, fu fatto costruire dai conti Bardi.